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Giornale dei Viaggi II. Nuovo
volume della collana Le Tracce |
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Sono
la montagna reggiana, la Lunigiana e la costa genovese gli ambiti di
questi tre diari di viaggio che Sua Altezza Reale, Francesco IV
d’Austria d’Este, ci lascia come testimonianza dei percorsi fatti nel
1818, 1827 e 1828. Il Duca di Modena visita la parte tirrenica dei suoi
Dominj e ne descrive le caratteristiche fisiche, economiche e sociali
riscontrate. Lo fa come capo di stato in carica: osserva, annota,
suggerisce, ipotizza, progetta e ordina; raccontandoci anche come sono
scandite le giornate durante le sue visite. Il “diario” che egli ci ha
tramandato narra la condizione della “rete viaria” ducale, la distanza
da un abitato all’ altro in miglia, i cavalli di posta o privati le
difficoltà incontrate e superate in un mondo che al moderno viaggiatore
appare molto distante. Così il nome degli abitati, a volte riportato ad
antiche dizioni, segue il tracciato che ci porta dall’Emilia (chiamata,
allora a sud dell’Appenninino, Lombardia) alla
riviera ligure.
Nel
1818 il Duca si “arrampica” tra le vette dell’Appennino reggiano: Da
Cervarezza a Busana vi sono dei tratti di strada fatta di nuovo, ma non
tutta, la nuova è ottima, carrozzabile ghiarata. Da Busana fino Acquabona
è quasi tutta fatta di nuovo, ottima carrozzabile solo non nei villaggi,
ove è stretta e cattiva. Da Acquabona a Culagna è fatto in parte di
nuovo e in parte non, ma è tutta passabile. Da Culagna al Cereto è
terreno sodo tagliato nel monte che è scoglio, onde anche dove non è
fatta è buona ed è larga sufficiente, fa vari giravolti per le valli
girando a mezzo monte quasi piana. Dal Cereto alla sommità
dell’Appennino fu fatta in questa occasione un taglio nel bosco per far
la strada e salita meno erta e riuscì comoda, buona, ma non fatta, non
ghiarata solo tagliata per essere comodamente cavalcabile, ma non
rottabile. Dal confine ove giunsimo alle 7 ½, e ove v’è un poco di
piano, scesimo a Sassalbo, quasi tutto a piedi essendo strada pessima,
erta, sassosissima, di 2 ½ miglia e giunsimo a Sassalbo alle ore 8 ½ la
sera. Alcuni deputati di Lunigiana a cavallo, fra cui i signori Spadoni,
Galleotti, Ravani, ci aspettarono sulla sommità del Cerreto dell’Alpi
al confine Toscano e ci accompagnarono. A Sassalbo li mandai tutti innanzi
a Fivizzano ed io un poco stanco della discesa fatta a piedi in cui sudai,
col tabarro e poi lo levai, mi raffreddai un momento, onde mi fermai a
Sassalbo in una casa per mezz’ora. Ne partii alle ore 9, la sera a
cavallo, e giunsi alla mezzanotte a Fivizzano”.
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