Spentolar Pisano

Mangiari e risate. Dopo aver lasciato Pisa nel 1997 ho mantenuto per anni i contatti con visite più o meno frequenti. A quel punto da Simone, ospite della sua storica maison di Via Alberto Mario, dormivo persino. Dice Fabrizio D’Alessandro.
La mia vicenda personale si riallaccia a quella della trattoria a fine 2012, quando il Frendo (che in 20 anni non mi aveva MAI telefonato) mi disse che, secondo lui, io ero il prossimo proprietario del S. Omobono.

Il perché di questa convinzione sul momento non glielo chiesi. A tutt’oggi non ne ho idea, dato che sono un laureato in filosofia che ha fatto 20 anni di onorato servizio nel mondo dell’editoria. Comunque ho ubbidito.

Cercando insieme a Luca Ghinzani, chef lombardo trapiantato con successo in Toscana, di rinnovare la magia di Simone e Rosanna.
A me e Luca piacciono la trippa, la musica e la gente. Quindi i fondamentali ci sono per i mangiari e risate.
E, comunque, Simone è sempre lì, incrostato alla colonna e ai muri di piazza, a sorvegliare che i “ragazzi”, come dice lui, non facciano sciocchezze.

I Meucci sono sempre briosi, Doriano disegna e dipinge sulle tovagliette della trattoria, Paolone è tornato dall’Irlanda, stavolta pare in pianta stabile, con altre camicie fantasia. Monti per ora vive in India.
E, soprattutto, si vede che stanno crescendo bene varie generazioni di studenti. Con altri avvocati, nuovi professori e i soliti perdigiorno. Tutti a tavola assieme.

Non è questione di “Gattopardo”: ci sono cose che è meglio non cambiare. Come S. Omobono che sa di mangiari e risate. Di sere fredde davanti ad un piatto caldo. Notti d’estate a tirar tardi, soprattutto attorno al tavolo. Mangiari e risate. Una meta senza tempo per tantissime generazioni di studiosi, studenti e operai, cittadini e contadini, artigiani e imprenditori, Ieri, oggi e soprattutto domani. In centro a Pisa.