Il Viaggio del Priore, Pisa Grenoble 1768

In cammino, dalle campagne toscane alle montagne francesi. E’ il Viaggio del Priore Giuseppe Alfonso Maggi. Egli della Certosa di Pisa, a Calci va a Grenoble nel 1768. Del tragitto ci lascia uno scritto autografo trascritto dall’ attenta ricercatrice pisana, Daniela Stiaffini. Nasce così il volume edito da Antiche Porte di Reggio Emilia, con il patrocinio dell’Associazione amici dei musei e monumenti pisani.

Il diario è un prezioso documento che racconta. Passo dopo passo emozione dopo emozione. Tutto il viaggio del priore compiuto dal religioso, di abbazia in abbazia viene narrato. L’originale è conservato in Archivio di Stato di Pisa. Il racconto inizia riportando i consigli per la preparazione e lo svolgimento del viaggio. Poi ecco le singole tappe raccontate quasi in “diretta” da oltre due secoli fa, con le sensazioni, i timori, le aspettative e le difficoltà che il Maggi vive in prima persona:

“Non mi riuscì partire sì perché piovette tutto il giorno. Fossimo a vedere la propositura e il convento delle monache Orsoline. La Madre Priora ci accompagnò per farci vedere tutto, siccome, non è di clausura e gli uomini ci possono entrare.

San Colombano è un borgo che farà più di 5.000 anime sottoposte a quel feudo della certosa di Pavia. Vi è il podestà e gli altri ministri eletti da detta certosa. Amministrano la giustizia anche nel temporale e appunto erano tre mesi che avevano fatto impiccare uno avanti l’ospizio.
Vi è un castello e dove Federigo Barbarossa si ritirava come nell’asilo più sicuro nel tempo delle guerre. Resta situato più in alto delle altre case. Vi sono i cannoni, una bella chiesa con organo e molte torri.

Fuori delle finestre dell’abitato vi è il cavaletto per dar la corda. La maggior parte di detto castello è recinto di dette torri.
Ora è coltivato e resta come su un’altra collinetta dove si fa un vino perfettissimo”.