Viaggi nell’Italia dei secoli XVIII e XIX

L’ Italia antica. E’ il “luogo” del quinto volume dei diari di viaggio storici edito da Antiche Porte, nella collana Le Tracce. Il libro racchiude, infatti, le visite fatte da Antonio Vallisneri nell’Appennino modenese-reggiano, nel Seicento.

A proposito dei “vulcanetti” emiliani scrive. “Visitò egli, li 3 settembre 1711, la detta salsa ch’è lontana un miglio in circa da Sassuolo in una collina sopra il medesimo. Occupava allora il luogo, che continuamente gorgoglia e da cui qualche volta scappa e fumo e fiamma e fango e simili. Pochissima circonferenza non essendovi nel mezzo che una bocca di due piedi di diametro.

Dalla quale era vomitata acqua limpida alquanto salsetta, ma in quantità così povera che non iscorreva giù per lo dorso del monticello. Mantenendo solo morbido e fluido in fango che continuamente si sollevava e spruzzava e colava da un canto.

Usciva, con quella poca quantità d’acqua, olio di sasso nero e fetente, simile in tutto a quello che osservò altre volte nella salsa di Querzola, da lui altre volte descritta, che non è stato osservato da alcuno e che giustamente vuole essere la cagione dell’incendio e degli strepiti, quando s’accende”.

Filippo Re, è invece ospite della Toscana e di Firenze Granducale, nell’Italia antica. Nel 1795 “Fui dal Signor Fabbroni uomo che è il più sapiente di Firenze.

La differenza fra gli orti toscani e lombardi consiste primo nell’irrigazione quotidiana a mano. Levano l’acqua dai pozzi per mezzo di certe macchine colle funi di giunco che la conducono in un fossetto.

Infine, nell’Italia antica, padre Luigi Benassi, va a Mantova, nel 1835, descrivendo Guastalla: “cinta di basse mura con fosse piene d’acqua puzzolente. La piazza del Duomo è bella vi si ammira il grandioso palazzo dei Gonzaga. Il palazzo del vescovo è una vera miseria, giacche non ha che 4 finestrelle respicenti la piazza ”. Il volume sarà presentato….