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Prossimi Appuntamenti

 

Cari Lettori,

Maggio sboccia e si avvicinano le presentazioni: Flavio e Anna Maria Vizzutti, propongono “Carlo e Zita, l’ultima coppia imperiale”. Attento studio sulla storia personale e matrimoniale della coppia che traslò l’impero Austro Ungarico, all’inizio del Novecento, il volume li studia in un passaggio tanto importante per la Storia europea che italiana. Presentazione a Belluno, in fase di organizzazione a fine mese o nei primissimi giorni di giugno.

E’ in dirittura d’arrivo, anche, la vetrina per le “Battaglie d’Onore, 1940-’43”. Il volume,  curato da Andrea Santangelo, senza revisionismo nostalgico vuole dimostrare in modo chiaro e fattivo, l’infondatezza dell’abusata diceria secondo la quale “gli italiani non sanno combattere”. I testi studiano diverse importanti battaglie della seconda guerra mondiale, da Cheren a Takrouna, dalle cocenti sabbie africane al gelo russo. In previsione due presentazioni, una certa a Roma, il 10 giugno presso il Crowne Plaza – St. Peter’s alle 18,30, e l’altra a Rimini in una data ancora da fisare, mentre altre ve le comunicheremo più avanti, nell’immediatezza delle stesse.

A presto!

 

In viaggio con la Letteratura…

Pagine in particolare…

 Da Carlo e Zita, l’ultima coppia imperiale, di Flavio e Anna Maria Vizzutti:

“Il vortice del ciclone stava travolgendo tutto e nonostante l’evidenza non ci si poté accordare celermente per suggellare la pace perché «Guglielmo II sperava ancora in una svolta favorevole del destino».

Il 16 ottobre 1918 Carlo, nell’estrema speranza di salvare il salvabile, emise il suo Manifesto dei Popoli attraverso cui conferiva una veste legale al progetto politico sul quale sin dal 1911, come già riferito, aveva lungamente riflettuto, confidato e creduto assieme a Zita. Prima d’ora gli era stato impossibile darne attuazione a motivo dei forti ostacoli interni e delle resistenze ungheresi. La riforma si presentava di straordinaria importanza innovativa in quanto l’Austria «[…] diventerà uno Stato federale entro il quale ogni gruppo etnico si darà la propria organizzazione statale nel territorio di insediamento» assicurando a ciascun «Stato nazionale la sua indipendenza» e piena rappresentatività presso il governo centrale. Sul riconoscimento del diritto di autodeterminazione dei singoli popoli sarebbe così sorto il nuovo impero “coordinato” dalla dinastia asburgica. Purtroppo l’audace progetto – che avrebbe senz’altro cambiato il percorso della storia europea – veniva avanzato nel momento in cui l’urto dei nazionalismi e dei radicalismi era esploso in tutta la sua violenza. I secolari domini dell’aquila bicefala si stavano sfaldando”.