LIBRI, INCONTRI, EVENTI CULTURALI nei LUOGHI

In viaggio con la Letteratura…

Pagine in particolare…

Il paese contava poco più di cinquecento anime allora. Per lo più famiglie contadine, dedite alla coltivazione dei campi della piana, delle vigne ed alla cura dei castagneti. La ricchezza che potevano offrire i boschi circostanti. Artigiani per certo ce n’erano come erano gli stessi Nobili, che oltre a far lavorare i campi, confezionavano e cucivano abiti. C’è chi faceva legna e carbone, chi lo “spallone” contrabbandando merci attraverso il confine parmense, chi il commerciante e chi probabilmente entrambi. La preoccupazione più grande doveva essere la resa del raccolto e il mantenersi in salute.  A studiare non ci si pensava troppo. Erano pochi quelli che lo facevano e quelli che lo facevano dovevano esserci portati. Lo studio costava e per mantenere un figlio agli studi ci si doveva vedere del buono. L’investimento doveva quindi fruttare. E Rocco doveva esserci portato e agli occhi della famiglia doveva rappresentare un investimento. Sappiamo che della sua istruzione, almeno per i primi sette anni, si era occupato lo zio di suo padre, don Battista Nobili.

Da: Rocco Nobili, un intellettuale dell’Appennino. In foto: il volume a piazza Tienammen, Pechino 2021.